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Fino al 30.X.2017
Nino Longobardi, Apparenze
Castel del Monte, Andria, Palazzo Sinesi, Canosa di Puglia

   
  Marinilde Giannandrea 
 
Fino al 30.X.2017 - Nino Longobardi, Apparenze - Castel del Monte, Andria, Palazzo Sinesi, Canosa di Puglia
pubblicato

Lo spirito di Federico II aleggia a Castel del Monte, ottagono solitario e monumentale nel verde di una collina pugliese. E forse anche per questo la mostra di Nino Longobardi, curata da Achille Bonito Oliva, s’intitola Apparenze mentre l’iterata immagine della morte si connette a quella non meno drammatica dell’imperatore svevo. Lo rivela "Gute Schlafen Federico”, il letto appoggiato su una serie di "scarti di bottega” provenienti dallo studio napoletano di Longobardi e collocato in quella che si dice fosse la camera di Federico II, ma dove sicuramente l’imperatore non ha mai dormito.  Gessi, calchi, ossa, oggetti comuni, costituiscono la somma di un pensiero, più che della storia, e raccontano molto più dell’artista che del principe. Le venti opere collocate nelle stanze vuote sono pensate in sintonia con un luogo che è sito UNESCO, ma è entrato anche nella geografia dell’immaginario popolare, in bilico tra storia e leggenda. Lo dimostra il grande Cristo deposto con braccia e gambe sostituite da lunghi elementi metallici. È appoggiato al centro del cortile ottagonale sotto l’ottagono azzurro del cielo, fotografato dalla folla di visitatori. È bianco, non finito come il Cristo della Pietà Rondanini, diafano, eppure possente, espande intorno a sé le linee intime del dolore creando un’empatia con lo spazio e con i visitatori. 
La morte è un elemento che attraversa tutta la mostra, anche se il teschio per Longobardi non è un simbolo della fine ma un’architettura, un elemento strutturale che prelude ad altri processi. Lo dichiara nelle tre opere dedicate a Fibonacci dove gli aspetti residuali del corpo sono connessi allo svuotamento e alla sequenza delle ossa, con la testa e i piedi spesso intatti, un’alfa e un omega, un inizio e una fine, entrambi non scarnificati sembrano indicare quasi una metamorfosi, una muta della pelle. Pezzi come strutture compositive con gli elementi che «devono avere un senso tra loro, il messaggio non m’interessa – rivela Longobardi –, il lavoro sta nella struttura interna, nell’accordo».

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E allora è forse suo malgrado che i tre teschi di terra cruda del Coro, collocati in una nicchia, richiamino alla memoria le capuzzelle del Cimitero delle Fontanelle di Napoli. Ancora "apparenze”, come le teste che oscillano come pendoli dentro sedie bruciate che sono un omaggio a Van Gogh o come quelle con fratture e segni determinati dall’esplosione del pensiero. Lo spazio del Castello sembra in parte includerle dentro di sé in una relazione che in alcuni casi diventa quasi ineluttabile, in altri anomala, con gli innesti e gli accostamenti di oggetti apparentemente incongrui ma sempre capaci di fare attecchire una narrazione "pedagogica” nel senso che aiuta alla scoperta e spinge a porsi delle domande. Poi c’è l’ironia, il gioco che attenua questa permanente idea della fine, un’ironia che tende allo spaesamento, si libera negli accostamenti, nei titoli, nelle possibilità di comprensione dei meccanismi della mente, ma anche nella funzione dell’arte, nell’uso combinato dei materiali, negli equilibri difficili delle forme della vita e della morte. 
Come nella sua partecipazione al Codice Italia della Biennale del 2015 anche qui permane la densità di un pensiero antropocentrico che sembra trovare casa nel luogo preferito da Federico. L’imperatore, lo "Stupor Mundi”, a Castel del Monte non ha mai abitato, ma è senza dubbio uno degli anticipatori di quell’umanesimo che nell’opera di Longobardi trova la sua sostanza e la sua permanenza.
La mostra è promossa dal Polo Museale della Puglia in collaborazione con Nova Apulia e il coordinamento di Dafna gallery Napoli e ha un’appendice al Museo Archeologico di Palazzo Sinesi a Canosa di Puglia, dove i disegni e le opere pittoriche sono in relazione con la collezione antica. 

Marinilde Giannandrea
mostra visitata il 22 aprile 

Dal 26 aprile al 30 ottobre 2017
Nino Longobardi 
Apparenze
Castel del Monte (Andria) e Palazzo Sinesi (Canosa di Puglia)
Orari Castel del Monte 
1 aprile -30 settembre, 10.15 -19.45 (chiusura della biglietteria h.19.15) 
1 ottobre - 31 marzo, 9.00 -18.30 (chiusura della biglietteria h.18)
Orari Palazzo Sinesi
Giovedì, domenica ore 8.30 -13.45, martedì, mercoledì, venerdì e sabato 8.30 -19.45, chiuso il lunedì
Info: Tel. 3883026000 www.novaapulia.it
 


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