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PREMIO MAXXI, AGAIN!

   
   
 
PREMIO MAXXI, AGAIN!
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Ancora ho negli occhi e nel cuore la giornata intensa con la parata di Marinella Senatore di due anni, fuori e dentro le grandi sale del Maxxi, decine e decine di persone a dare vita ad una performance di grande impattivo visivo.

Il premio Maxxi ritorna domani, festeggiando i suoi 15 anni di vita! Una storia lunga che ha seguito il cammino a volte tortuoso del museo, chiamandosi prima Premio per la Giovane Arte e poi Premio Maxxi. Per chi da qualche anno bazzica in questo ambiente i ricordi si affastelleranno uno sopra l’altro, in una memoria che arriva sino alla prima edizione con i lavori di Arienti di Bartolini di Vezzoli, in mostra nell’Ala mazzoniana della stazione Termini, perché il Maxxi come progetto in sé era nato, ma in realtà si doveva ancora costituire il luogo. Le edizioni successive si fecero poi in quelle che erano le sale di Via Guido Reni, con lavori sempre molto interessanti, specchio reale del contemporaneo. Il Premio negli anni cambia connotati, e se prima tutte le opere finaliste venivano acquisite, dal 2010, con l’apertura del museo vero e proprio, si cambia il nome e si cambia il regolamento, con una mostra di quattro finalisti e la vittoria di uno solo, e la sua relativa acquisizione. Un premio, prima e anche dopo, che ha portato in questa città sempre più dissestata, una ventata di bellezza, di entusiasmo, di gioia. Se le edizioni passate hanno permesso al Maxxi di integrare la collezione con opere di Charles Avery, di Margherita Manzelli, di Nico Vascellari e tanti altri, dal 2010 al 2014 solo tre artisti vincitori. Ricordiamo nel 2010 il lavoro duro spigoloso fortemente politico di Rossella Biscotti dal titolo Il Processo, in memoria del processo famoso del 7 aprile che vide coinvolti i leader di Autonomia Operaia. L’artista presentò alcuni calchi in cemento armato di porzioni della sala. Nel 2012 Giorgio Andreotta Calò con il lavoro Prima che sia notte. Un lavoro quasi impossibile da raccontare, esperienza quasi mistica per chi lo ha vissuto. Uno spazio, la sala aggettante, completamente al buio, con un corrimano utile per tenersi. Gli spettatori in questa enorme scatola nera, negazione di una architettura così imponente e così importante, a contatto solo con l’acqua, elemento necessario a creare un ribaltamento dell’immagine sulla parete.

 Si arriva poi al 2014, quando incredibilmente vince il premio Marinella Senatore, un’artista di grandissime capacità, una delle più conosciute artiste italiane all’estero. La Senatore, lo ricordo come fosse oggi, invase letteralmente gli spazi del museo, creando in ogni pertugio, sala, scala del museo, una sensazione di grande empatia con gli spettatori.

Domani Riccardo Arena, Ludovica Carbotta, Adelita Husni-Bey, ZAPRUDER filmmakersgroup,-finalisti del Premio Maxxi 2016, e una nuova, mi auguro, bellissima mostra, con una sezione dedicata a tutte le vecchie edizioni. Un tuffo nel passato, imperdibile. 



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