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arte contemporanea, collettiva MLAC - MUSEO LABORATORIO DI ARTE CONTEMPORANEA ​ Piazzale Aldo Moro 5 Roma 00185

Roma - dal 18 maggio al 19 giugno 2019

Chiara Passa - Object Oriented Space. Viaggio nelle dimensioni invisibili dello spazio

Chiara Passa - Object Oriented Space. Viaggio nelle dimensioni invisibili dello spazio
Chiara Passa, "Marble Climate Object", 2017, frame da realtà virtuale, parte di una video scultura. Marmo di Carrara Bianco, 3D viewer e smartphone con animazione a 360° (2019) 2’. Dim. 42x27x8 cm
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MLAC - MUSEO LABORATORIO DI ARTE CONTEMPORANEA
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Piazzale Aldo Moro 5 (00185)
+39 0649910365 , +39 0649910365 (fax)
mlac@uniroma1.it
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Con "Object Oriented Space", mostra personale di Chiara Passa, lo spettatore è invitato a sperimentare le ultime frontiere di una ricerca sullo spazio che l’artista porta avanti dal 1997. In mostra un corpus di opere recenti, che traggono le mosse dal progetto "Fourth Dimensional Banner"
orario: da lunedì a sabato ore 15-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 18 maggio 2019. h 19-24
catalogo: in galleria. con testi di: Valentino Catricalà, Francesca Gallo, Elisa Genovesi, Elena Giulia Rossi, Antonello To
curatori: Elena Giulia Rossi, antonello tolve
autori: Chiara Passa
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza, Università di Roma, è lieto di annunciare una importante personale di Chiara Passa che sarà inaugurata il 18 maggio 2019, alle ore 19.00, in occasione della Notte dei Musei.

Con "Object Oriented Space" lo spettatore è invitato a sperimentare le ultime frontiere di una ricerca sullo spazio che l’artista porta avanti dal 1997, quando navigare in internet significava ancora entrare in uno spazio altro da quello fisico.

Le opere in mostra, un corpus di produzioni recenti, traggono le mosse dal progetto "Fourth Dimensional Banner" creato nel 2012 e avviato nel 2013 come animazione per penetrare la superficie interstiziale del banner, pellicola interfacciale tra mondi. Questa epidermide virtuale si è così materializzata con una sua possibile struttura, consistenza, profondità, estendendosi poi nello spazio fisico attraverso un’incessante ricerca di soluzioni formali.

Integrati in un unico progetto sperimentale, i lavori pensati per gli spazi del Museo Laboratorio si presentano come un tutt’uno: ogni singolo progetto così come l’insieme del tutto costruisce infatti un "Object Oriented Space" che indica tra l’altro il linguaggio di programmazione in uso per la scrittura di software interattivi di diverso tipo dove le strutture di dati organizzati diventano ‘oggetti’, ‘finestre’ per racchiudere e accedere a funzioni di uso comune. "Object Oriented Space" proietta dunque in tutte le direzioni object-oriented, tra cui anche la "Object Oriented Ontology", orientamento filosofico indirizzato a un mondo post-antropocentrico, polifonico e multidirezionale che include anche il non-umano.

In mostra, ad un wall drawing che occupa la parete frontale nell’intera lunghezza del museo, si sovrappongono e si combinano poi una varietà di opere rappresentative di diverse soluzioni formali così come di diverse modalità di accesso alla multidimensionalità: la realtà aumentata di piccole matrici-affresco, la realtà virtuale delle geometrie contenute in sculture in vetro-resina, gli occhiali 3d per contemplare animazioni anaglife.

Modellato dalle estroflessioni e introflessioni dello spazio-tempo, il Museo Laboratorio si trasforma e riprende forma nel disegno proposto da Chiara Passa mediante geometrie costruite nella dimensione fisica e attraverso il suo naturale proseguimento, aumentato nell’atmosfera liquida
 
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