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arte contemporanea, collettiva GALLERIA SPAZIOGRAFICO ​ Via Carlo Goldoni 20 Massa Marittima 58024

Massa Marittima (GR) - dal 30 settembre al 12 ottobre 2018

Valerio Radi - La Natura diventa Arte

Valerio Radi - La Natura diventa Arte
Sculture sul mare
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GALLERIA SPAZIOGRAFICO
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Via Carlo Goldoni 20 (58024)
+39 0566 940215
bonesinigp@gmail.com
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Una mostra di fotografie scattate sulle più belle spiagge della Maremma, con le quali l’autore interpreta in modo artistico la natura che lo accoglie e lo circonda. Lo spazio delle Galleria diventa occasione per rappresentare l'ambiente naturale, superando l'idea della foto messa in cornice.
orario: Tutti i giorni ore 16.00 - 19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 30 settembre 2018. ore 18.30
curatori: Gian Paolo Bonesini
autori: Valerio Radi
note: La mostra è sponsorizzata dall'Agenzia Viaggi e Turismo TRAVEL TODAY di Carlo Gistri
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
PRESENTAZIONE di Gian Paolo Bonesini

Conosco Valerio Radi per la sua serietà professionale, e con questo intendo la sua capacità di visualizzare cose che altri non osservano.
Questa mostra s’intitola “La Natura diventa Arte”, ma in quale misura? Radi è stato attratto dall’originalità e dalle suggestioni suscitate dai soggetti presenti in natura, che lo inducono a cogliere le figure e le composizioni “catturandole” e facendole diventare Arte.
…Ecco una spiaggia desolata con il suo silenzio e un grande senso di abbandono, che ricorda le impressioni amate e ricercate da altri autori nella storia dell’arte e ci richiama alla memoria la forza di opere riconducibili a Morandi e a Monet, il tutto lontano da ogni rumore e movimento.
Radi ha “fatta sua” la spiaggia con l’accidentalità e l’imprevedibilità dei venti e delle correnti, con i relitti degli alberi, ormai senza vita, abbandonati alla casualità ma colti dall’obiettivo con un’osservazione accorta e pronta a indagare, come a cercare, nella staticità delle immagini, un ricordo di un’esistenza lontana e a richiamare la storia di eventi remoti. L’assenza di vita, quasi come una contraddizione, sottolinea una compostezza e un’estetica che sembra raccontino un passato glorioso, definito solo da chi sa vedere le cose utilizzando la chiave dell’arte.
La forma espressiva dell’autore non si ferma soltanto alla fotografia di per sé ma s’impone con un allestimento nuovo, che va oltre gli schemi della classica cornice: una novità che lasciamo scoprire al visitatore, senz’altro sorpreso dall’originale modo che ha Radi di proporre le proprie opere, eludendo schemi e modalità consueti, per riuscire a dare spazio alle scene da lui composte.
Un fotografo quindi che coniuga la poetica del silenzio e dell’abbandono con un modo diverso di presentare le fotografie, orientandosi verso una forma d’arte innovativa e sorprendente.
La mostra, in modo istintivo, porterebbe a raccontare e sottolineare altre caratteristiche, altre suggestive emozioni… credo però sia meglio lasciarle alla sensibilità del visitatore.

 
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