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arte contemporanea, collettiva CONSOLATO GENERALE DEL PERU' ​ Via Fabio Filzi 23 Milano 20124

Milano - dal 15 al 28 febbraio 2018

Ana Maria Reque - Terra e Fuoco… tra Perù e Italia

Ana Maria Reque - Terra e Fuoco… tra Perù e Italia
Medusa di Ana Maria Reque - ceramica Raku e vetro di Murano
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CONSOLATO GENERALE DEL PERU'
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Via Fabio Filzi 23 (20124)
Angolo Via Pirelli
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La mostra rappresenta la prima mostra d’arte scultorea che il Consolato Generale del Perù presenta alla città di Milano; lo spazio culturale, diventa una piattaforma multifunzionale che interagisce come luogo d’incontro e integrazione per la comunità peruviana e la cittadinanza milanese
orario: dalle ore 15.00 alle ore 18.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 15 febbraio 2018. ore 18.00
catalogo: a cura di Gino Gabrieli
curatori: Gino Gabrieli, Serena Mormino
autori: Ana Maria Reque
patrocini: Consolato del Perù a Milano
PROMPERU'
Associazione Culturale AMARTE
PdG Art&Communications
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La celebre artista Peruviana ha un percorso di vita molto intenso e ricco di momenti contrastanti, di luoghi e culture diametralmente diverse, ma che poco per volta riesce ad uniformare nel suo essere, traendone ispirazione per la sua arte e dettando, spesso inconsapevolmente, insegnamenti ai suoi fruitori.

L'intensa attività edilizia negli anni trascorsi in Perù, dove l’Architetto artista era capace e desiderosa di pianificare tutto nel minimo dettaglio, in contrasto con l'attività artistica attuale, libera, spontanea, improvvisa, con le astrazioni e i nuovi linguaggi che Venezia e le sue stesse opere le regalano come nuovo insegnamento.

Due identità, due vite, due culture, ora perfettamente e fortemente integrate e ricche di energia, un’energia capace di creare nuove sfide, nuovi percorsi, nuovi stili artistici e forti cambiamenti, apparentemente rinnegando il passato, ma in realtà amalgamando con estrema leggerezza ed eleganza la riqueza de la experiencia. Il filo conduttore è proprio il continuo cambiamento di vita dell’artista, dall’infanzia nelle Ande Peruviane, al periodo d'immersione nel vortice dello sviluppo edilizio della città di Lima, disegni, costruzioni e ricostruzioni, volendo restaurare e ripristinare ciò che un devastante disastro naturale aveva distrutto negli anni dell'infanzia; per poi approdare a Venezia, capitale della bellezza, dell’apparente leggerezza e perfezione, dove Arte e ricchezza sono protagoniste assolute.

Il lavoro di Ana Maria Reque è estremamente complesso, eclettico, solo di primo acchito difficile da leggere; ogni opera racchiude frammenti di vita, istanti e culture diverse che sanno dialogare con forza ed incredibile eleganza, seppure così diverse. Opere che riportano alla tradizione sciamanica, ai minerali della Cordigliera delle Ande, ai vetri dei maestri veneziani che riprendono i colori e le forme della natura, vortici di frammenti di vita e materia.

Con le sue opere è in grado di catturare l’energia vitale e trasformarla in Arte. Così come Madre Natura trasforma terra in vetro con la magia del fulmine, così la Reque plasma terra e la trasforma in poesia di vita, capace di esprimere la sua essenza, di far dialogare all’unisono due culture così lontane, di comunicare senza barriere con lo spettatore.

Ceramiche e vetri, materie nobili nell’Arte come nel quotidiano; ecco che ancora una volta abbraccia sfaccettature apparentemente così distanti come il mondo delle Arti e la vita quotidiana di ognuno di noi, dimostrandoci in silenzio, ma con la forza della concretezza, che l’Arte è Vita, l’Arte è momento per tutti, non ambiente elitario, ma è quella che sempre definisco “Vitamina essenziale di Vita”. La Reque ha fatto propria tale forma vitale, si è lasciata condurre dal suo istinto dando una nuova direzione alla sua esistenza e trasformando quel dono divino che a pochi è concesso avere, in materia per gli occhi del mondo.

La tradizione ceramica peruviana si trasforma in forme animali, vegetali, in attimi di vita resi eterni dalla mani della Reque capaci di plasmare magistralmente materia. La sua stessa mente evolve, sconfina dalla rigide regole architettoniche per abbracciare senza timore la poesia interiore. Emozioni e vissuto diventano così le uniche leggi da rispettare in ogni opera, scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo, qualcosa di sé e della vita stessa”.

Serena Mormino
Curatrice e Critica d'Arte
 
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