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arte contemporanea, collettiva GALLERIA IL COLLEZIONISTA ​ Via Rasella 132 Roma 00187

Roma - dal 2 al 15 febbraio 2018

Sublimi transiti. I passaggi interiori nelle opere di Elisabeth Vigdis Feldt

Sublimi transiti. I passaggi interiori nelle opere di Elisabeth Vigdis Feldt
The fountain, 80 by 100 cm. Oil on canvas. 2016
 [Vedi la foto originale]
GALLERIA IL COLLEZIONISTA
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Via Rasella 132 (00187)
+39 0642011393
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L’Associazione Internazionale Galleria “Il Collezionista” di Roma, dedita da venticinque anni alla promozione dell’arte e alla scoperta di nuovi talenti, ha il piacere di presentare la mostra personale dell'artista norvegese Vigdis Elisabeth Feldt
orario: da lunedì a venerdì ore 10.00-12.30 e 16.30-19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 2 febbraio 2018. ore 19.00
curatori: Roberto e Gabriele Giuliani
autori: Vigdis Elisabeth Feldt
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Attraverso la sua opera pittorica l’artista conduce per mano l’osservatore all’interno di squisiti paesaggi che si prestano ad essere fedeli riproduzioni di transiti interiori. Tale resa è di fatto possibile grazie all’impiego di una tecnica oltre che di una poetica che si svincola da certe rigidità formali per abbandonarsi e aderire ad una regola “altra”; quella del cuore, delle sensazioni primigenie che non possono essere spiegate razionalmente quanto piuttosto attraverso le emozioni suscitate da un profumo, da un tramonto od un particolare ricordo. Sono attimi di bellezza alogica che l’artista cattura e fa propri, restituendo al mondo la personale visione interiore che sempre tende ad esprimere visivamente quelle impressioni che si manifestano dapprima nell’anima. Accade così che paesaggi di città o campagna divengano lo sfondo silenzioso ed evocativo su cui si consumano le umane esistenze, rese immediate nella loro percezione grazie ad uno stile onirico e surreale, rafforzato da una ingenuità genuina che libera forma, luce e colore nei paesaggi che spesso rispecchiano la ricerca interiore dell’artista per la bellezza e il significato nascosto delle cose che ci circondano. Come esseri umani siamo in relazione gli uni con gli altri e tale connessione in un’epoca come la nostra, dove la tecnologia unisce e allo stesso tempo esaspera le già esistenti solitudini, trova conforto nella natura e in tutti quei brevi momenti di semplice quiete in grado di appagare il desiderio di eternità e di pienezza dell’uomo. Le affinità caratteriali, le relazioni, la ricerca di poteri o la sofferenza che possono scaturire da eventi o ruoli sociali vengono così espresse dall’artista attraverso una pittura evocativa e silenziosa, che molto risente delle suggestioni prese in prestito dalle sue origini nordiche, fatte di luci livide, splendidi soli raggelati in mezzo a nature incontaminate e selvagge. Così il pennello, guidato dalla mano paziente di Elisabeth, diventa il mezzo attraverso il quale proiettare sulla tela un arcobaleno di emozioni, ombre lunghe e silenziose, acque bluastre, gelidi tramonti e delicati interni domestici, dove giovani madri godono appieno del senso della vita. Quella più vera, ancestrale e profonda. Sogni e visioni moderne dal sapore antico ci immergono così in quegli scenari a noi spesso lontani ma di cui, in modo più o meno inconsapevole, siamo alla ricerca quando il desiderio di fuggire dalla globalizzazione opprimente diventa costante. Allo stesso modo di chi, dopo un lungo sonno, torna finalmente a godere della luce.
 
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