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arte contemporanea, collettiva SEDI VARIE ​ Foggia 71100

Foggia - dal 3 al 19 giugno 2017

Matteo Manduzio - Un po’ per gioco...un po’ per non morire

Matteo Manduzio - Un po’ per gioco...un po’ per non morire

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una mostra divisa in due. Una parte al Palazzetto dell’Arte, l’altra al Museo Civico.
orario: Palazzetto: feriale 09,00-13,00 16,00-20,00 festivi e lunedì chiusi
Museo: mattina 09,00-13,00 dal martedì a domenica pomeriggio 16,00-19,00 martedì e giovedì lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 3 giugno 2017. ore 18,30
catalogo: in galleria. edito da Claudio Grenzi Editore
curatori: Gaetano Cristino
autori: Matteo Manduzio
note: Due sedi:
PALAZZETTO DELL’ARTE “Andrea Pazienza”- Sala Grigia Via Galliani n.1 71121 Foggia
MUSEO CIVICO Piazza Nigri 71121 Foggia tel.0881 814042
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
“un po’ per gioco...un po’ per non morire” mostra personale di MATTEO MANDUZIO a cura di Gaetano CRISTINO
“un po’ per gioco” PALAZZETTO DELL’ARTE “Andrea Pazienza”- Sala Grigia Via Galliani n.1 71121 Foggia tel. 0881 814044 orario: feriale 09,00-13,00 16,00-20,00 festivi e lunedì chiusi
“un po’ per non morire” MUSEO CIVICO Piazza Nigri 71121 Foggia tel.0881 814042 orario: mattina 09,00-13,00 dal martedì a domenica pomeriggio 16,00-19,00 martedì e giovedì lunedì chiuso
dal 3 al 19 giugno 2017
Vernissage Sala Grigia sabato 3 maggio ore 18,30
Ancora una volta, una mostra divisa in due. Una parte al Palazzetto dell’Arte, l’altra al Museo Civico. Questo, per un artista che credevamo ormai “specializzato” in un’arte tutta particolare e riconoscibilissima, quella del dar vita ed anima a frustoli di vecchi tomi. E invece, ecco che, quando ormai la cifra è quella e la firma è di facile attribuzione, il nostro vira decisamente e si volta all’indietro, recuperando modi e stili di tanti anni fa.
Gloria Fazia Direttore Museo Civico di Foggia

L’aggiornamento linguistico della sua pittura, che è quasi un precipitato, un distillato dell’arte del Novecento, non è infatti mai fine a se stesso. È come se egli avesse messo in una centrifuga le connotazioni di forma, movimento, spazio, linea, superficie su cui il dibattito sulle arti visive è stato più alto e poi, avendone ricavato forme originali, nuove dimensioni spaziali e tessiture (anche cromatiche) particolari tra i vari elementi, non si fosse sentito pago di tali stilemi formali ma li avesse piegati ad una lettura più approfondita della realtà. L’evoluzione linguistica, infatti, non deve farci dimenticare il rapporto con il mondo, interno o esterno che sia.
Un rapporto “minimal” che gli consente di configurare sulla tela spazi poetici sempre nuovi, per forma e colore, dove le antiche, compresse campiture si animano in un gioco dinamico di dissolvenze, compenetrazione di elementi, in cui anche il vuoto, l’aria assume consistenza.
Gaetano Cristino
in galleria il catalogo monografico Matteo Manduzio Pittura atemporale e simbolica a cura di Gaetano Cristino edito da Claudio Grenzi Editore
 
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