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arte contemporanea, collettiva LE TROTTOIR ​ Piazza XXIV Maggio 1 Milano 20123

Milano - dal 20 aprile al 20 giugno 2017

Armando Tinnirello - Shaman Series

Armando Tinnirello - Shaman Series

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LE TROTTOIR
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Piazza XXIV Maggio 1 (20123)
+39 028378166
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La sua indagine si concentra sulle connessioni metamorfiche tra uomo e natura, con l’obiettivo di riappropriarsi della dimensione sacra del creato e di cogliere la cifra simbolica di ogni fenomeno naturale, dalle fragorose forze del sottosuolo all’effimero microcosmo vegetale
biglietti: free admittance
vernissage: 20 aprile 2017. h 19
curatori: Giulia Airoldi
autori: Armando Tinnirello
genere: fotografia, arte contemporanea, personale
email: giulia_airoldi@libero.it

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comunicato stampa
ARMANDO TINNIRELLO

SHAMAN SERIES

A cura di Giulia Airoldi

La mostra fa parte del circuito di

PHOTO FESTIVAL 12TH

20 APRILE – 20 GIUGNO

Le Trottoir... à la Darsena,

Piazza XXIV Maggio 1, Milano

Inaugurazione giovedì 20 aprile, ore 19.00

La mostra presenta una sintesi della ricerca di Armando Tinnirello che prosegue da alcuni

decenni con interessanti contaminazioni tra diversi mezzi espressivi. Siciliano d'origine, ma

trapiantato dapprima negli Stati Uniti e successivamente a Milano, da sempre l’artista esprime il

legame con le proprie radici che affondano in una terra viva, potente e delicata al tempo stesso.

La sua indagine si concentra sulle connessioni metamorfiche tra uomo e natura, con l’obiettivo

di riappropriarsi della dimensione sacra del creato e di cogliere la cifra simbolica di ogni

fenomeno naturale, dalle fragorose forze del sottosuolo all’effimero microcosmo vegetale.

Foglie, fiori e rami, proiettati sulle forme generose di una femminilità arcaica, diventano

tutt’uno con l’epidermide e ne suggeriscono il profumo, la consistenza, le funzioni vitali, la

fertilità. Poiché nel suo corpo è contenuto il germe di ogni manifestazione, la donna diventa agli

occhi dell’uomo il primo e fondamentale strumento di conoscenza della realtà fenomenica,

l’emblema della tellus mater, come le steatopigie delle epoche preistoriche. “T'amo come la

pianta che non fiorisce e reca dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori”, così Pablo Neruda

contemplava il corpo della propria donna, fino ad assumerne il mistero. I cicli fotografici portano

al presente una memoria antica, ma allo stesso tempo riflettono l’attualità del pensiero

scientifico, con i nuovi paradigmi della sperimentazione genetica e dell’ibridazione tecnologica.

Attraverso la concertazione di diversi strumenti, infatti, è possibile rappresentare il passaggio

dalla forma umana a quella vegetale e immedesimarsi in un processo di trasformazione organica,

di cui l’artista è spettatore e artefice allo stesso tempo, riassumendo nella sua figura un duplice

approccio: da un lato quello intuitivo e sintetico della magia e dall’altro quello analitico e

sperimentale della scienza. Nelle recenti Shaman Series, l’indagine fotografica si spinge verso

l’identificazione di un volto ripulito da ogni connotazione di genere e di epoca, una maschera

decontestualizzata che purtuttavia restituisce la portata intima della partecipazione al mondo

naturale. Gli inconsueti copricapo vegetali sono magici stratagemmi che permettono allo

sciamano di riconnettersi al regno degli animali, dei venti e delle foreste, a una dimensione

assoluta da cui è possibile cogliere la quintessenza di ogni stagione, con il suo contributo di

forme e colori, e presentire il suo trascorrere verso la successiva.

Giulia Airoldi
 
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