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Lo spazio che non c’era e adesso c’è. Passeggiata con Eugenio Espinoza alle Scalze di Napoli

   
   
 
Lo spazio che non c’era e adesso c’è. Passeggiata con Eugenio Espinoza alle Scalze di Napoli
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Com’era diversa la prospettiva che Brunelleschi o Bernini avevano del mondo, la costruzione biologica e architettonica del reale, della cultura, della società e della politica. O magari non era poi tanto dissimile dalla nostra, non potremo mai saperlo con certezza, però possiamo immaginare diverse articolazioni dello spazio, qualunque estensione possa avere questo termine, tra abitazione privata e luogo pubblico, piccola patria di se stessi oppure conformazione territoriale. In Walk in progressEugenio Espinoza invita a intraprendere un percorso di ridefinizione delle distanze che attraversiamo, quel paesaggio composto da strutture, suggestioni e funzioni, tutti elementi disposti in un equilibrio costantemene in discussione. Sullo sfondo di questa operazione, come documento della stratificazione storica dei canoni costruttivi e rituali del quotidiano, la chiesa di San Giuseppe delle Scalze. Il complesso monumentale è stato edificato a inizio ‘600 su Salita Pontecorvo, una di quelle pendenze strette e improvvise tipiche del centro di Napoli, e attualmente è la sede di diverse attività culturali, organizzate da un gruppo di associazioni che si unisce sotto il nome di Le Scalze. Qui, sul pavimento della grande navata centrale, l’artista venezuelano ha allestito una scultura relazionale e performativa, una griglia ordinatamente geometrica, fatta di sottili strisce di tessuto bianche e nere, firma cromatica di Espinoza, che i fruitori hanno potuto agire, calpestare, spostare. Alla fine, con un inevitabile senso ludico, le strisce sono state mischiate, confuse, annodate le une alle altre come in un organismo perfetto, tese da un lato all’altro della navata, lasciando l’impressione di nuovo ordine, sovrascritto alle architetture della chiesa. Così lo spazio si è ritrovato diverso, ritagliato in angoli stretti e compreso tra svolte impossibili, un vortice di movimenti cristallizati, dove ogni nodo è collegato all'altro.  
La performance ha anticipato "Unlocking Something", mostra in apertura giovedì, 12 ottobre, alla Galleria Umberto Di Marino che, dopo le personali di Sergio Vega e Pedro Neves Marques, prosegue nel suo percorso di approfondimento sulle diverse declinazioni del modernismo, portando per la prima volta a Napoli un artista considerato un riferimento nel dibattito internazionale sul tema. (MFS)

In home e in alto: Eugenio Espinoza, Walk in Progress, performance at Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo, Napoli 2017 Courtesy: Galleria Umberto Di Marino, Napoli foto: Danilo Donzelli
 


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