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Stanley Donwood e i Radiohead al museo

   
   
 
Stanley Donwood e i Radiohead al museo
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Una simbiosi artistica perfetta quella che unisce Stanley Donwood, artista, scrittore e incisore, e Thom Yorke, frontman del gruppo Radiohead. Il loro legame affettivo rappresenta solamente un valore aggiunto marginale rispetto al talento che entrambi hanno manifestato negli anni, sebbene in campi differenti, pur sempre strettamente connessi. Come due tuffatori in sincrono, si sono lanciati nel mercato musicale e artistico con un tempismo perfetto, senza perdere mai il ritmo. I due si erano conosciuti all’ Exeter University, dove entrambi studiavano arte e, intorno al 1994, Donwood inizia a collaborare con il gruppo, realizzando la cover e le grafiche interne dell’album The Bends. Il successo del primo graphic design li porterà ad una ravvicinata collaborazione durante tutta la loro carriera eliminando del tutto quella distanza che può essere percepita tra le differenti forme artistiche.  Una simbiosi che intriga e che funziona anche al di fuori dalle classifiche musicali. Questa volta i due si incontrano a metà strada tra le sale del Bonnefantenmuseum a Maastricht, con lo sguardo rivolto in alto verso l’enorme cupola, che come una tela bianca sulla quale sbizzarrirsi, è stata interamente investita dall’estro dell’artista. Come si evince dal titolo Optical Glade, l’istallazione è un intreccio complesso di linee, precise, pulite e rigorosamente dipinte a mano, che occupa l’intera struttura evocando un’atmosfera solenne come quella che caratterizza le navate delle cattedrali, all’interno delle quali ci si sente sempre spaesati di fronte alle imponenti volte decorate e le possenti colonne. Un gioco di puro contrasto tra bianco e nero che attrae lo sguardo verso l’alto in cerca della fine della matassa di linee sinuose e marcate. Una ricerca silenziosa e attenta, quasi spirituale, ispirata dalle note del sottofondo musicale composte da Thom Yorke, una playlist di 35 tracce unite sotto il titolo di Subterranea. Un tuffo in sincro riuscito alla perfezione, anche questa volta, tra le linee curve di una ricerca estetica, musicale, emotiva, ed infine spirituale. (Gaia Tirone)

 


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