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E speriamo di meritarcelo!

   
   
 
E speriamo di meritarcelo!
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Della mostra di Giuseppe Penone a Roma si è già tanto sentito parlare, e tanto ancora se ne sentirà. Una mostra bellissima, intensa, dal sapore contemporaneo. Quello che però è piaciuto di più, ed il motivo per cui sento che questa mostra ha una importanza diversa, è il suo ruolo per la città, e nella città. Nonostante infatti sia all’interno di un palazzo, il Palazzo della Civiltà all’Eur, la mostra ha un sapore di arte pubblica. Sarà per il fatto che è gratuita, o anche perché all’esterno è posto un capolavoro dal titolo Abete, una scultura inedita alta quasi venti metri. Sarà che sembra vivere grazie alla luce solare, che ne fa percepire in ogni momento della giornata stimoli ed emozioni diverse, tratte tutte dagli intensi colori del cielo romano. Sarà per tutti questi motivi che mi sembra un gran bel dono che Fendi ha voluto fare a questa città, un dono quasi immeritato, visto come ci si comporta di fronte all’arte contemporanea, spesso. Un dono fatto di diciotto opere, che si dipanano in due sale diverse poste al primo piano del palazzo dell’Eur, che da un paio di anni è stato dato in comodato d’uso a Fendi, che dopo averlo ristrutturato e risistemato, ne ha fatto una delle sue due sedi, ma ha pensato anche di dedicare le sue sale più maestose alle mostre temporanee. Un dono alla città di Roma che potrà conoscere e riconoscere il valore di questo artista, che si era già visto in diversi luoghi, al Maxxi a Villa Medici, ma che con così tenti pezzi non lo avevamo mai visto nella capitale. La mostra poi anticipa un evento ancora più eccezionale, quello di un dono vero, e qui davvero possiamo parlare di arte pubblica, che Fendi farà alla città. Un lavoro di enormi dimensioni, una importante scultura collocata in Largo Goldoni, vicino via del Corso, di fronte l’ingresso del negozio Fendi. Un regalo di una potenza stilistica pazzesca, importante per tutti coloro che con il contemporaneo ci lavorano,  un regalo di cui l’assessore Bergamo si dice entusiasta e ringrazia. Ma per questo capolavoro dovremo aspettare aprile. 



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