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Fino al 21.XI.2015
Elena Bellantoni, Lucciole
Alviani ArtSpace, Pescara

   
  alessandra angelucci 
 
Fino al 21.XI.2015 - Elena Bellantoni, Lucciole - Alviani ArtSpace, Pescara
pubblicato

A quarant’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, l’Alviani ArtSpace di Pescara, diretto da Lucia Zappacosta, presenta "Lucciole”, una mostra di Elena Bellantoni a cura di Antonello Tolve, in esposizione fino al 21 novembre 2015.
Un progetto coraggioso - viene da pensare - visto che l’artista, attraverso la sua ricerca, si confronta con la figura di un personaggio amato e odiato allo stesso tempo, polemista senza paura, una figura centrale del panorama culturale del Novecento: l’uomo che fu scrittore, regista, poeta e giornalista. L’uomo che nella notte fra il 1° e il 2 novembre del 1975 fu ucciso sul litorale di Ostia: il "corsaro” Pasolini. E che il progetto sia coraggioso è un punto di forza sia per l’artista Bellantoni - che di Pasolini ha la costante spinta ad indagare l’uomo - sia per lo spazio espositivo Alviani, che con tenacia costante presenta le nuove tendenze dell’arte contemporanea all’interno dell’Aurum di Pescara. Il titolo della mostra trova la sua genesi nella rilettura de "L’articolo delle lucciole” di Pasolini, pubblicato il 1° febbraio 1975 su "Il Corriere della Sera”, e non è un caso che, proprio nello stesso anno, nasce Elena Bellantoni: l’artista che ora, in un gioco di trasposizioni metaforiche evidenti, sovrappone la sua storia personale a quella politica del "Belpaese”. 
Ma esistono ancora le lucciole? Viene da chiederselo, oggi come allora, e con lo stesso intento di chi all’epoca volle puntare il dito contro il "vuoto di potere”. L’incipit dell’articolo pasoliniano era chiaro: "Nei primi anni sessanta, a causa dell’inquinamento dell’aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell’inquinamento dell’acqua (gli azzurri fiumi e le rogge trasparenti) sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c’erano più. (Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta)". 

Elena Bellantoni, Al-pino resistente, vista dell'istallazione

Elena Bellantoni propone dunque un progetto che - in più momenti fra loro diversi - porta l’osservatore a riflettere sulla storia del nostro Paese. Una riflessione a cuore aperto che nasce spontanea non appena si ascoltano le interviste a persone diverse, incise sui quattro vinili: la voce diventa poesia, memoria, nostalgia, testimonianza di ciò che resta, di ciò che «ci attraversa e ci ha attraversato» dice l’artista. Un momento di sospensione e di propensione al ricordo che si continua ad avere osservando i collages in cui spiccano le notizie a mezzo stampa date dal "Corriere della Sera” e sulle quali l’artista "cuce” con delicatezza i disegni di una bambina protetta da una figura materna e in altri casi gioiosa, come nel giorno del suo compleanno. È la memoria dell’infanzia, la roccia dura che nessun evento epocale può scalfire. 
Al centro dello spazio espositivo spicca invece Al-pino resistente, installazione circolare elaborata con otto ventilatori neri e una conifera sempreverde, utilizzata spesso nelle usanze natalizie. Anche in questo caso il messaggio simbolico sotteso al colore verde che balza all’occhio è quello della forza ma anche della resistenza: un concetto, quest’ultimo, che evoca non soltanto la capacità dell’uomo di sapersi adattare all’ambiente e rispondere alle avversità, ma anche e soprattutto quel periodo storico, chiamato Resistenza, a cui diedero vita i partigiani per la conquista della libertà. Conclude la mostra "Impero Ottomano”, «una performinstallazione - scrive il curatore Antonello Tolve - che invita lo spettatore a elaborare un gioco di resistenza con l’artista sul concetto di resilienza psicologica e fisica. Metafora di un braccio di ferro tra Occidente e Oriente». 
Una mostra più che mai attuale e che, in un dialogo perfettamente riuscito fra la ricerca dell’artista e il ricordo di Pasolini, offre la tensione tipica di chi, con lo scorrere del tempo, finirà prima o poi per guardarsi allo specchio e domandarsi che cosa resiste, nonostante tutto. 

Alessandra Angelucci

Dal 10 ottobre al 21 novembre 2015.
Elena Bellantoni, Lucciole
Alviani ArtSpace 
Largo Gardone Riviera 
65129 Pescara Italia
Orari:  dal martedì al sabato: 9:30-13:30, 15:30-19:30, domenica: 15:30-19:30
Finissage: 21 novembre, ore 16.30
Info: info@alviani-artspace.net



 


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